Tradizioni e eventi

Cavalcata di San Giuseppe

Una delle tradizioni più importanti di Scicli è la cavalcata di San Giuseppe. La festa affonda le sue radici nel Medioevo e viene onorata con una cavalcata al cui passaggio per le vie della città si accendono i caratteristici falò che illuminano la notte, ricordando la fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e del bambin Gesù, in groppa a un asino. Elio Vittorini dedica una pagina memorabile delle sue "Conversazioni in Sicilia" alla tradizione della cavalcata di Scicli. La rivisitazione storico-religiosa della fuga in Egitto narrata dagli Evangeli si svolge ogni anno intorno al 19 marzo, nel quartiere che ospita la chiesa di san Giuseppe, con la preparazione di cavalli che vengono bardati con fiori e violaciocche, e con essi i cavalieri percorrono le strade della città, dove, intanto, vengono accesi particolari falò. Vicino ai falò si raggruppano capannelli di persone che consumano insieme cene frugali a base di arrosti. Le migliori bardature vengono quindi premiate dal comitato che organizza la festa. Caratteristico anche l'abbigliamento dei cavalieri: un paio di pantaloni di velluto, con il taglio alla carrettiera, e un gilet abbinato, di colore scuro, una camicia bianca con le maniche rimboccate, una cintura molto larga, lavorata a mano, di vari colori, dalla quale penzola, sul fianco destro, un grande fazzoletto rosso, una burritta col giummo in testa e una pipa di creta o di canna. Quattro ciaccari, due davanti e due dietro il cavaliere, a forma di croce, illuminano il percorso dei cavalli. La tradizione della cavalcata si perpetua, immutata, da secoli

Fonte www.siciliainfesta.com

L'Uomo Vivo (u Gioia)

Al culmine della Settimana Santa, il giorno di Pasqua viene festeggiata la Resurrezione di Cristo, detto l'Uomo Vivo, al grido di "Gioia", da cui per antonomasia il Gioia (con l'articolo al maschile). La statua lignea del Cristo, opera settecentesca attribuita a Civiletti e custodita nella Chiesa di Santa Maria La Nova, viene portata in processione per le vie della città e fatta ondeggiare e ballare in segno di gioia per tutto il giorno sino a tarda ora. Di recente il cantautore Vinicio Capossela ha dedicato una delle sue canzoni a questa caratteristica festa.

Fonte Wikipedia

Sagra della Seppia

La sagra della seppia di Donnalucata (RG). Questo caratteristico appuntamento si tiene come sempre a Donnalucata lungo la via Pirandello, via che si popolerà di numerosissimi turisti. Nei tre giorni di festa avrete la possibilità di visitare la nostra borgata marinara e di ammirare le bellezze del posto. Lungo la via Pirandello saranno allestiti gli stands dedicati alla degustazione dei piatti cucinati secondo la tradizione locale con le seppie pescate al largo di Donnalucata. Oltre agli stands dedicati alla sagra saranno allestiti stands espositivi di vario genere. Tutte le sere spettacoli musicali.

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Sagra del Pomodoro

deata ed organizzata per la prima volta nel 1987, nel corso dei festeggiamenti Parrocchiali di “S. Giuseppe Lavoratore” 1 Maggio, ottenne immediatamente notevoli consensi di pubblico e per la genuinità dei prodotti serviti e per il piacevole clima coinvolgente che, organizzatori e collaboratori, hanno saputo creare entusiasmando il pubblico accorso, già numeroso nonostante si trattasse della prima edizione, evidenti le potenzialità espresse dalla manifestazione. Servirsene come un trampolino per promuovere lo sviluppo turistico e commerciale di Sampieri e del territorio circostante, divenne subito il primo obiettivo degli organizzatori.

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Festa delle Milizie

I festeggiamenti, che hanno inizio ogni anno, a fine maggio, durano una settimana. Il momento più significativo della festa è la rappresentazione teatrale, il sabato, di una "moresca" a ricordo di una battaglia avvenuta nel 1091 per la liberazione della Sicilia dal dominio saraceno; nella rappresentazione, che si tiene ogni anno da tempo immemorabile, si fronteggiano i Turchi (i Saraceni) capeggiati dall'Emiro Belcane e i Cristiani (i Normanni) guidati dal Gran Conte Ruggero d'Altavilla. Nella rappresentazione, vengono ricreati gli ambienti suggestivi della lotta e attori popolari con abiti d'epoca e armi, recitano sulle strade ripercorrendo i momenti più importanti della battaglia, che si conclude con l'intervento miracoloso della Vergine Maria (detta "delle Milizie" o "dei Milici"), che, scesa dal Cielo in groppa ad un Bianco Cavallo, libera la città dall'assedio straniero. La tradizione vuole che Maria Santissima delle Milizie rappresenti l'Addolorata, molto venerata dagli sciclitani, cui sono anche dedicate due processioni e due culti (nella Chiesa di Santa Maria La Nova e nella chiesa di San Bartolomeo).